Con la pubblicazione del volume intitolato Museo Vela. Le collezioni - scultura pittura grafica
fotografia, a cura di Gianna A. Mina Zeni, la Cornèr Banca di Lugano intende celebrare il
cinquantesimo anniversario della sua fondazione attraverso un'iniziativa culturale e scientifica di
grande rigore rivolta non soltanto al territorio cantonale, ma anche alla vicina Penisola e in
generale agli storici e cultori di arte dell'Ottocento.
La scelta di studiare le collezioni del Museo Vela, nate intorno alle opere e per volontà dei
tre artisti ticinesi Vincenzo Vela (1820-1891), Lorenzo Vela (1812-1897) e Spartaco Vela
(1854-1895), rientra perfettamente nella collana di pubblicazioni dedicate al collezionismo privato
nel Cantone Ticino patrocinate dallo stesso Istituto bancario.
Il libro rappresenta la prima occasione di analisi a tutto campo delle cinque principali
collezioni conservate nella Villa che fu di Vincenzo Vela, collezioni dunque private, ma diventate
pubbliche attraverso il lascito testamentario di Spartaco alla Confederazione (1892).
Nel 1898 il "Museo Vela" venne aperto per la prima volta al pubblico; la scorsa estate, al
termine di un'ampia ristrutturazione firmata dall'architetto Mario Botta (1997-2001), ha iniziato
una nuova "vita", di cui il volume in questione rappresenta un tassello fondamentale.
Nel primo saggio Gianna A. Mina Zeni ricostruisce le principali vicende che portarono alla
costituzione delle collezioni come le vediamo oggi, mentre Walter Canavesio si occupa delle
principali vicende legate all'edificio stesso; vengono poi affrontati i cinque nuclei portanti
delle Collezioni del museo: Giorgio Zanchetti si occupa della nota gipsoteca monumentale di
Vincenzo Vela e del nucleo di opere plastiche poco studiate del fratello maggiore Lorenzo, scultore
animalista e decoratore; Sergio Rebora affronta, per la prima volta in modo analitico, la
pinacoteca di famiglia, nella quale individua uno spaccato della pittura lombarda e piemontese
della seconda metà dell'800; Marina degl'Innocenti indaga la variegata collezione di disegni e di
grafica; Giovanna Ginex, coordinatrice scientifica del volume, considera e illustra l'inedito e
prestigioso fondo di fotografie antiche; Stefania Bianchi, infine, mette a fuoco le peculiarità
della altrettanto inedita biblioteca di famiglia. Ai saggi seguono le schede dettagliate delle
opere riprodotte nelle numerose tavole (di Lucia Pini sono quelle relative alla pinacoteca di
famiglia).
Le ricerche effettuate in occasione di questa pubblicazione hanno permesso di giungere a
nuove attribuzioni, com'è il caso ad esempio del Genio Alato di Francesco Hayez - finora attribuito
alla bottega di Appiani -, ma anche di affermare il ruolo fondamentale della fotografia
nell'attività di Vincenzo Vela, oltre che di confermarne le sue qualità di disegnatore, o di
ribadire l'importanza della biblioteca privata nell'approfondire la conoscenza dei personaggi che
veniva chiamato a ritrarre.
I numerosi rimandi che il lettore può fare da una collezione all'altra e che rendono
particolarmente interessante il Museo Vela, sono resi possibili nel volume dall'elevato numero di
illustrazioni e dall'accento posto su questo aspetto dalla realizzazione grafica (grafica Gabriele
Miccichè). I saggi sono infatti accompagnati da un ricco apparato di tavole e di minimali, tutti a
colori, che aumentano la godibilità del volume e permettono al lettore di cogliere al meglio la
qualità dei copiosi materiali trattati, siano essi noti o inediti (foto Andy Vattilana, Mauro
Zeni).
Il volume - edito in italiano e in inglese - viene a colmare una lacuna e rende per la prima
volta giustizia dell'alto valore artistico, storico e culturale del Museo Vela, oggi gestito
dall'Ufficio federale della cultura, e sede di una delle più importanti case-museo dell'Ottocento
europeo e della più rilevante collezione pubblica di arte lombarda e piemontese dell'Ottocento in
Svizzera.
Museo Vela. Le collezioni - scultura pittura grafica fotografia, a cura di Gianna A. Mina
Zeni, Cornèr Banca, 2002, pp. 336, ill. a colori 284.